Piatti tipici del nord italia

Piatti tipici italiani: regioni del Nord Italia

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Guida culinaria per giovani viaggiatori alla scoperta dei piatti tipici del Nord Italia. Se ami viaggiare, ma anche assaggiare qui troverai le pietanze tipiche regione per regione.

In questo articolo voglio parlarti di una cosa che ritengo fondamentale: la cultura culinaria italiana. Nello specifico vedremo assieme i piatti tipici italiani regione per regione.

Prima di cominciare, mi presento: mi chiamo Teresa e oggi ti parlerò dell’aspetto che più amo di un viaggio. I paesaggi? I monumenti? Le chiese? No… Il cibo! Credo che la cultura gastronomica possa raccontare molto su un Paese e assaggiandone le prelibatezze mi sento meno turista e più viaggiatrice.

Proprio per questo vedremo assieme tutti i piatti tradizionali italiani, che non devi perderti per nessun motivo al mondo e alcune delle loro curiosità nascoste.

Ti anticipo che, come avrai immaginato dal titolo, questo articolo sarà incentrato sulla scoperta dei piatti tipici per ogni regione del Nord Italia, mentre a fine articolo ti linkerò le altre regioni del nostro bel paese.

Non perdiamo altro tempo in chiacchiere: forchetta in mano, cucchiaio nell’altra e andiamo!

Piatto tipico del Friuli Venezia Giulia: il frico

Frico friuli venezia giulia

Il frico, o fricò, è il più famoso tra i piatti tipici friulani ed è estremamente goloso e ricco. Immagina una sorta di frittella fatta in padella con cipolla rosolata tagliata fine, patate bollite e formaggio Montasio in tre diverse stagionature che si amalgamano tra di loro nel creare una crosticina croccante e succulenta. Viene l’acquolina, vero?

Come ogni cibo tipico italiano che si rispetti, il frico è una ricetta povera che nasce nella metà del Quattrocento per non sprecare i ritagli di formaggio avanzati dalla lavorazione casearia e tutt’oggi, ogni famiglia friulana ne ha una ricetta propria. Da tradizione, è accompagnato alla polenta quindi rientra per certo tra i piatti tipici autunnali italiani.

Piatti tipici del Veneto: baccalà alla vicentina e sarde in saor

Baccalà alla vicentina Veneto

Tra i piatti della cucina veneta ci sono tante specialità degne di nota, ma io ne ho selezionate due per te che proprio non devi perderti.

Il primo sono le sarde in saor, un antipasto molto conosciuto tra i piatti tradizionali italiani. Questo metodo di preparazione del pesce ha origine dai navigatori veneziani con lo scopo di conservarlo per lunghi periodi viste le tratte commerciali che percorrevano.

In sostanza, sono sarde fritte servite con cipolle cotte in agrodolce, poi caramellate con l’aggiunta di pinoli e uvetta. Le puoi trovare sia al ristorante che come appetizer per i tuoi aperitivi.

La seconda delle ricette tradizionali venete è il baccalà alla vicentina, famoso in tutto il mondo, è uno dei secondi piatti tipici di Vicenza, dalla quale prende il nome. Si parte da una crema ambrata composta principalmente da cipolle soffritte e sarde sciolte, la si unisce al baccalà (in realtà si usa lo stoccafisso) e si ricopre il tutto con latte e olio a filo. La cottura dura dalle 4 alle 5 ore a fiamma molto bassa, in gergo si dice che il tegame deve “pipare” e non devi mai mescolare.

Pare che l’origine di questo piatto sia da attribuire ad un mercante veneziano partito per mare in cerca di fortuna che, a seguito di un naufragio, venne salvato dalla popolazione di un’isola. Qui fu rifocillato con l’alimento principale, lo stoccafisso per l’appunto, e decise di potarlo con sé durante il rientro in patria. Sembra quasi una storia da film!

Piatti tipici del Trentino Alto Adige: canederli e spatzle

Canederli Trentino Alto adige

La cucina trentina è estremamente calorica e i piatti si adattano alla perfezione al clima rigido di montagna con le sue evidenti influenze austriache e tedesche.

Tra i piatti tipici del Trentino Alto Adige una menzione indiscussa va ai canederli, tipiche palle di pane raffermo tenute insieme da uova e formaggio che si possono abbinare a speck e spinaci, servite poi in brodo o con burro fuso. Leggero, si! Li puoi trovare nelle osterie, nei rifugi, nelle birrerie e in realtà praticamente ovunque.

La leggenda narra che alcune contadine servirono dei canederli ai feroci soldati Lanzichenecchi per placare il loro appetito ed evitare che saccheggiassero le dimore in cerca di cibo. “Queste palle di cannone stenderebbero anche l’uomo più arrabbiato”… pare sia stata questa l’affermazione del loro comandante una volta sazio.

Passando ad un primo piatto tipico italiano, chi non conosce gli strozzapreti? Ecco, gli spatzle ne sono una variante, anche detti gnocchetti tirolesi.

Hanno una forma irregolare dovuta allo spatzlehoben, strumento che si appoggia direttamente sopra l’acqua bollente per farvi passare l’impasto di latte o ricotta, farina e uova. I più conosciuti sono quelli a base di spinaci e sono serviti con panna fresca e burro.

Come si può immaginare dal nome, gli spatzle nascono in Germania nel Medioevo come contorno alla carne e si diffondono fino in Trentino grazie ai domini tedeschi. Qui invece, è uno tra i primi piatti tradizionali italiani più apprezzati.

Piatto tipico della Lombardia: risotto alla milanese

Risotto alla milanese Lombardia

Ci sono alcune regioni che si contendono il primato nella lunga lista dei cibi tipici italiani e la Lombardia se la gioca bene con il suo risotto alla milanese.

Nulla di più e nulla di meno di un risotto con lo zafferano che, per quanto possa sembrare semplice, non è così facile da preparare. Quale riso si usa? Il fondo per il brodo? E il midollo si mette o no? Diciamo che ognuno ha la versione che preferisce e si fa pace, ma resta il fatto che sia uno dei piatti tipici lombardi apprezzato in Italia e anche all’estero.

Intorno all’origine di questa ricetta ci sono molte leggende, ma la più sfiziosa è certamente la più famosa: quella legata al Duomo di Milano. Zafferano era l’assistente di Maestro Valerio, il pittore che si occupava della vetrate del Duomo, ed era chiamato così perché amava aggiungere dello zafferano ai pigmenti per renderli più vivi. Al matrimonio della figlia di Valerio, Zafferano usò la sua amata spezia per colorare d’oro il risotto del menù nuziale e la scelta riscosse un successo che tutt’oggi riecheggia nella tradizione culinaria italiana.

Piatto tipico della Valle d’Aosta: la fonduta

Fonduta valle d'aosta

Andando avanti alla ricerca dei piatti tradizionali italiani più rappresentativi, troviamo una specie di zuppa al formaggio dentro la quale si affondano pane, insaccati, verdure, sottaceti e carne per un’esplosione di sapori. La fonduta valdostana si prepara ammollando la Fontina DOP, tipico formaggio della Valle d’Aosta, nel latte per poi cuocere e amalgamare il tutto nella tipica caquelon (pentola di ghisa o ceramica) con tuorli e burro.

Come al solito, le sue origini sono molto discusse e sembrerebbe avere influenze francesi e svizzere, se pur un ramo di pensiero la ricollega al regno sabaudo. Particolare è la storia secondo cui un monaco, in tempo di Quaresima, non abbia voluto privarsi dell’amato formaggio e ne abbia creato questa variante liquida per bypassare le ferree regole del digiuno.

Se vuoi scoprire altri cibi tipici della Valle d’Aosta, ti consiglio di dare un’occhiata qui. La fonduta è solo l’inizio!

Piatto tipico del Piemonte: la bagna cauda

bagna cauda piemontese

Parliamo sempre di una sorta di zuppa, ma la bagna cauda ha un sapore completamente diverso. Possiamo definirla più una salsa calda. I puristila preferiscono con sole acciughe, aglio e olio ma l’aggiunta di panna fresca la ingentilisce e trova molti consensi fra i palati piemontesi.

Come gran parte della cucina regionale italiana, è composta da ingredienti poveri e facilmente accessibili nell’antichità. Se pur non ci siano coste, il Piemonte vanta molti piatti a base di acciughe e tutt’ora puoi trovarvi la Via degli acciugai che collega la regione con la Liguria. Si trattava di una vera e propria rotta commerciale che attraversava le Alpi. Attualmente, con le sue diramazione, si presta a trekking e pellegrinaggi memorabili.

Nel primo Medioevo, in bassa Provenza, già si parlava di anchoiade ossia la salsa originaria importata attraverso le foci del Rodano dai mercanti astigiani che trovava presto spazio nelle abitudini culinarie della classe contadina piemontese, nello specifico per celebrare in allegria la fine della vendemmia.

Piatto tipico della Liguria: la focaccia di Recco

Focaccia di Recco liguria

Tra i cibi tradizionali italiani più famosi c’è una ricchezza ligure invidiata e copiata in tutto il mondo. Parlo del pesto al basilico che ha ben due varianti, una con l’aglio e una senza. Scegli a tuo gusto e piacere, perché altrimenti non se ne esce più dal capire quale sia tra i due quello più fedele alla vera tradizione ligure.

Ma io ti voglio parlare di un altro dei prodotti tipici liguri: la focaccia di Recco. In Liguria sono famosi per la maestria nei cibi da forno, basti vedere le tantissime focacce fatte a regola d’arte con il loro olio EVO, la farinata, i grissini e le varie schiacciate. Ma è a Recco che prende vita una magia senza lievitazione!

La focaccia di Recco si presenta con un’aria piuttosto semplice in due sottilissimi strati di pasta farcita con stracchino ad alta acidità ed è proprio questa caratteristica che dona un sapore avvolgente e delicato, pur non appesantendo il palato come spesso capita con i formaggi. Si racconta che questo specifico prodotto fosse già di largo consumo all’epoca della Terza Crociata, nel 1189 circa.

Sono sicura che hai già mangiato una qualunque focaccia al formaggio che sì, possiamo dire assomigliare alla focaccia di Recco, ma accetta un consiglio: assapora la cucina del Nord Italia, vai lì e assaggiala!

Piatti tipici dell’Emilia Romagna: tigelle e gnocco fritto

Gnocco fritto emilia romagna

L’Emilia Romagna è una culla tra i piatti tipici italiani e racchiude nelle sue tradizioni delle meraviglie gastronomiche indiscusse. Senza nulla togliere a cappelletti, lasagne, piadine, ragù, passatelli, cotolette…. Non finiscono più!

Ad ogni modo, ti presento re e regina della cucina emiliana: gnocco fritto e tigella. Entrambi galanti accompagnatori di pietanze, si abbinano alla perfezione con formaggi e salumi locali, ma sono così versatili da essere serviti anche con creme dolci e marmellate. Ricordo di un’intera cena fatta in questo modo, fantastica!

L’origine dello gnocco fritto è da ricollegare addirittura alle invasioni Longobarde avvenute nella zona a seguito della caduta dell’Impero Romano. La tigella, invece, è più vicina alle usanze contadine anche se è doveroso sottolineare che la vera tigella, in realtà, è la base circolare di terracotta su cui si cuoce la crescentina, ossia il disco d’impasto che oggi chiamiamo tigella, per l’appunto.


Questo articolo sui piatti tipici del Nord Italia si conclude qui, ma non posso dire lo stesso del mio appetito! Sei pronto a scoprire il resto della penisola? Leggi anche:

Nella speranza di averti trasmesso un po’ di fame ti lascio alcune info utili.

Se la tua prossima tappa è il settentrione, dovresti assolutamente leggere questo articolo sui Castelli più belli della Valle d’Aosta.

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